A Dicembre 2018, la EGBA – European Gaming and Betting Association, ossia l’Associazione Europea del Gioco d’azzardo e delle Scommesse, ha commissionato alla City University di Londra uno studio sullo stato dell’arte del mondo delle scommesse e del gioco d’azzardo in Europa, con particolare riferimento al settore online.

L’obiettivo della EGBA era quello di verificare la reale applicazione nei diversi Stati membri della Raccomandazione 2014/478/EU, emanata dalla Commissione Europea nel 2014 per disciplinare al meglio questo settore e per invitare i paesi dell’Unione a promulgare leggi e provvedimenti per garantire la massima protezione dei cittadini.

I risultati dello studio della EGBA

Dallo studio voluto dalla EGBA – e realizzato dall’Università londinese- emerge una situazione estremamente eterogenea e frastagliata in cui ogni Stato applica la raccomandazione della EU in maniera diversa e più o meno severa. Manca, dunque, una politica omogenea di tutela e di protezione dei consumatori che giocano d’azzardo e scommettono online. In sostanza, si legge nella relazione finale dello studio: “l’obiettivo primario della Commissione non è stato raggiunto”.

L’unico paese che ha introdotto tutte le linee guida della Commissione è stata la Danimarca, negli altri stati, invece, le politiche e le norme interne in materia di betting e di gambling, sia online che offline, sono molto blande.

Nell’indagine sono stati presi in esame aspetti diversi come le procedure di iscrizione e di gioco, le tempistiche e le modalità di attivazione degli account, le norme a tutela dei minori e così via. Analizzando i risultati dello studio, la EGBA ha espresso tutta la sua preoccupazione per la mancanza di adeguate norme a tutela dei consumatori.

La situazione generale negli Stati membri

Secondo l’indagine, in 25 Stati, tra cui l’Italia, è richiesta la registrazione e l’apertura di un account per poter giocare e puntare dei soldi. Solo 7 Paesi, però, tra cui Slovacchia, Portogallo, Estonia, Ungheria, Finlandia, Lituania e Lettonia proibiscono e vietano il gioco d’azzardo agli utenti finché non abbiano verificato il proprio account online.

Ben 17 stati, invece, consentono di puntare anche con un account provvisorio, ossia con un profilo non ancora verificato.

Altro aspetto importante riguarda il controllo degli operatori: a tal riguardo, la EGBA ha fatto sapere che sono solo 14 gli stati dell’Unione in cui si utilizzano dei registri nazionali per elencare le società autorizzate. Altro tema delicato è quello della pubblicità e delle sponsorizzazioni, gestite in maniera diversa nei vari Paesi.

L’aspetto preoccupante secondo la EGBA è che la Commissione Europea non ha intenzione, almeno per il momento, di emanare nuove direttive o raccomandazioni per sollecitare i paesi ad affrontare in maniera seria e unitaria questo tema e ciò potrebbe creare disagi e problemi  ai consumatori.

La situazione in Italia

In base allo studio della City University, l’italia è tra i paesi che stanno facendo di più in materia di protezione dei giocatori. Nel nostro paese, infatti, vige il divieto di qualsiasi gioco d’azzardo per i minori di 18 anni. A tal fine, per poter puntare è obbligatorio aprire un account e verificarlo tramite l’invio di un documento di riconoscimento come la patente, il passaporto, la carta di identità o il codice fiscale in modo da accertare l’età dell’utente.

Ulteriore passo avanti è stato fatto con il recente “decreto dignità” che vieta ogni forma di pubblicità e sponsorizzazione delle scommesse e del gioco d’azzardo.